Che cos’è una FAAM. Debite precisazioni

Posted on 30. apr, 2011 by in Eventi, Uncategorized

Negli ultimi anni, in alcune regioni e città italiane, sono sorte iniziative miranti a facilitare l’allattamento al seno per le mamme e i bambini che si trovano per vari motivi fuori casa. Molti dei luoghi che si candidano a questo scopo sono negozi o uffici pubblici. In qualche caso però si tratta di luoghi commerciali in cui potrebbe sorgere un conflitto d’interesse tra l’obiettivo di facilitare l’allattamento al seno ed il commercio di prodotti che lo potrebbero ostacolare. Stiamo parlando di punti vendita generici, ma in cui si vendono anche prodotti per bambini, di negozi specializzati in questi ultimi e, soprattutto, di farmacie. In alcuni casi, questi punti vendita e queste farmacie si autodenominano come “amici/che dei bambini” o “amici/che dell’allattamento”.
A scanso di equivoci, vorremmo chiarire cosa s’intenda per “Farmacia Amica dell’Allattamento Materno” (FAAM).

Ideato dall’associazione Il Melograno – Centro informazione maternità e nascita, che da trent’anni è attiva in campo nazionale per informare e diffondere una nuova cultura di maternità, nascita e prima infanzia, il progetto FAAM si avvale di un protocollo costituito da indicazioni che affidano anche ai farmacisti un ruolo nella tutela e nel sostegno dell’allattamento materno.
L’iniziativa, che prevede la messa in atto di 9 passi (allegato 1), è così articolata:
• – Formazione dei farmacisti secondo gli standard proposti per gli operatori sanitari dall’O.M.S/Unicef (corso di 15 ore con un programma predefinito e con formatori/facilitatori appositamente preparati).
• Allestimento nelle farmacie di un piccolo spazio nel quale la mamma che desidera allattare potrà trovare un luogo di accoglienza senza essere sottoposta a pressioni commerciali.
• Vendita dei sostituti del latte materno solo su specifica richiesta. Latti formulati di qualsiasi tipo, altri alimenti e bevande sostitutivi del latte materno, così come biberon, ciucci e tettarelle, tutti i prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, seppure disponibili nella farmacia, non saranno più sugli scaffali di libero servizio.
• Promozione dell’immagine della madre che allatta al seno invece di quella della madre che usa il biberon.
• Attivazione nella comunità di iniziative e progetti in rete con altri attori sociali e sanitari che tutelano l’allattamento materno.

In conformità alla Iniziativa UNICEF – “Ospedali e Comunità amici dei bambini” e alle “Linee di Indirizzo per la Protezione, la Promozione e il Sostegno dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute”, e al “Piano Sanitario Nazionale”, è prevista una continuità assistenziale tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali e tra operatori territoriali che si occupano di donne in gravidanza, madri e bambini.
La farmacia rappresenta un punto cruciale della rete territoriale in quanto le famiglie e i genitori quotidianamente si rivolgono ai farmacisti per eventuali incertezze o problemi rispetto all’alimentazione infantile.
Diventa, quindi, indispensabile un approccio critico alle fonti di informazione che permetta di veicolare alle madri conoscenze sull’allattamento materno non influenzate da interessi commerciali, ma adeguate e precise, sia durante la gravidanza, sia al momento della nascita del bambino e dopo la stessa. Operatore sanitario presente capillarmente sul territorio, a stretto contatto con le madri, e facilmente reperibile, il farmacista deve allinearsi a quanto l’OMS/UNICEF prevede per chi a vario titolo si occupa dell’alimentazione infantile, per evitare contraddizioni che potrebbero creare confusione e disagio. Anche questa competenza deve rientrare nella Pharmaceutical Care, quella sintesi di servizi che possono contribuire a migliorare la salute degli individui migliorando la qualità, i comportamenti e gli stili di vita dei cittadini.
Il farmacista che aderisce alla FAAM contribuisce a creare una cultura dell’allattamento materno anche attraverso due interventi sostanziali all’ambiente di accoglienza dell’utenza, entrambi ispirati ad una strategia di spegnimento del marketing del latte artificiale.
Il primo è l’esclusione dallo spazio di libero accesso dei prodotti compresi nel campo di applicazione del Codice Internazionale, che vengono venduti solo su precisa richiesta.
Il secondo è la promozione dell’immagine della madre che allatta al seno grazie a foto, poster, vetrofanie, che contrariamente alla comune iconografia associno il neonato al seno della madre e non al biberon.
L’impegno del farmacista della FAAM a costruire attraverso queste azioni il senso comune sulla pratica dell’allattamento al seno passa anche dalla promozione e attivazione dei contatti e delle collaborazioni con tutti quelli che a vario titolo (pediatri, altri operatori socio-sanitari, istituzioni, associazioni, gruppi di sostegno “da mamma a mamma”, ecc.) si impegnano nella tutela dell’allattamento materno sia nel territorio circostante la farmacia che nel territorio nazionale. L’attività di rete nella comunità diventa un sistema di sostegno sociale, essenziale per diffondere messaggi educativi comuni e per evitare che fattori sociali ed economici possano interferire sulla pratica dell’allattamento materno, al fine di creare un ambiente che lo protegge, lo facilita e lo incoraggia.
Il progetto FAAM, sottoscritto dall’Associazione Culturale Pediatri, da IBFAN Italia e dal Comitato Italiano per l’UNICEF, rappresenta un progetto di eccellenza, una buona pratica in cui trovano cittadinanza non solo le informazioni adeguate sull’allattamento materno ed il sostegno alla madre che allatta, ma anche il rispetto rigoroso del Codice Internazionale.

Il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le successive Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità, che hanno lo stesso valore del Codice, è stato elaborato dall’OMS e dall’UNICEF ed approvato nel 1981. Negli anni successivi è stato sottoscritto anche dalle più importanti compagnie produttrici di alimenti per l’infanzia ed è stato tradotto in leggi e regolamenti nazionali in molti paesi. Pochi paesi l’hanno però recepito nella sua integrità, pur avendolo approvato (ricordiamo che tutti i governi Italiani, dal 1981 ad oggi, hanno votato a favore del Codice e delle successive Risoluzioni); nella maggioranza dei paesi, tra i quali tutti quelli dell’Unione Europea, le leggi nazionali hanno recepito solo in parte il Codice Internazionale .
Il Codice Internazionale ha lo scopo di proteggere l’allattamento al seno dalla concorrenza sleale dei sostituti del latte materno: infatti il marketing del latte artificiale, di alimenti per bambini, di biberon e tettarelle è uno dei fattori che contribuiscono a far sì che i tassi di allattamento al seno siano inferiori a quelli raccomandati.

Tutte le farmacie devono ovviamente attenersi alle leggi.
Le farmacie del progetto FAAM fanno di più, poiché rispettano il Codice Internazionale .

La proliferazione di negozi e farmacie “amici/che dei bambini o dell’allattamento” ha certamente aspetti positivi, in quanto strumento di diffusione della cultura dell’allattamento e luogo facilitante l’allattamento stesso quando la copia madre/bambino è fuori casa.
Noi pensiamo però che la creazione di tali spazi per allattare non possa prescindere dalla tutela delle madri dalle influenze commerciali, per non vanificare la promozione e il sostegno dell’allattamento materno.

In realtà, noi crediamo che si tratti solo di una tappa intermedia, perché l’ideale è che non esistano “luoghi per allattare”, ma che l’allattamento sia visto come evento normale e quindi possibile ovunque.

ALLEGATO 1

I nove passi della Farmacia Amica dell’Allattamento Materno

1. Avere un protocollo scritto sull’alimentazione dei lattanti e dei bambini in linea con le linee d’indirizzo del Ministero della Salute e con il Codice Internazionale.
2. Formare tutto il personale all’applicazione del protocollo scritto di cui sopra.
3. Informare tutte le donne sui benefici del latte materno e sugli svantaggi dell’alimentazione artificiale.
4. Sostenere e incoraggiare le madri per iniziare e mantenere l’allattamento materno.
5. Allestire uno spazio per accogliere le madri con i loro bambini.
6. Promuovere l’immagine della madre che allatta al seno ed evitare di promuovere quella della madre che usa il biberon.
7. Consegnare, all’atto della vendita, alle madri i sostituti del latte materno solo su loro specifica richiesta (Nota: per sostituti del latte materno il Codice Internazionale intende: tutti i latti in polvere o liquidi, di partenza, proseguimento, crescita , speciali, etc.; tutti gli alimenti e le bevande per l’alimentazione complementare quando commercializzati o comunque rappresentati come idonei, con o senza modifiche, a sostituire parzialmente e totalmente il latte materno; biberon e tettarelle).
8. Acquistare i sostituti del latte materno senza aderire a campagne di sconto e rifiutare qualunque gadget promozionale da consegnare alle madri.
9. Promuovere ed attivare nella comunità iniziative e progetti in rete con altri attori sociali che tutelano l’allattamento materno.

ALLEGATO 2
Per i prodotti coperti dal Codice è proibito:
• Ogni tipo di PUBBLICITÀ e PROMOZIONE al pubblico.
• La distribuzione di CAMPIONI GRATUITI.
• Ogni tipo di CONTATTI fra i rappresentanti delle Compagnie e donne in attesa o madri di bimbi piccoli.
• La PROMOZIONE attraverso il Sistema Sanitario sia diretta che indiretta (ad esempio attraverso l’esposizione di posters, calendari, penne, ecc.).
• Fare DONI alle mamme o a impiegati del settore Sanitario.
• Apporre sulle ETICHETTE delle confezioni scritte o immagini che ne idealizzino l’uso (diciture come “umanizzato-maternizzato”, immagini di bimbi piccoli o animaletti ecc.).
• L’uso di asserzioni nutrizionali o per la salute (“health and nutritional claims”).
Per questi prodotti, il Codice RICHIEDE che:
• Le etichette compaiano nelle lingue appropriate per la distribuzione nei singoli paesi e riportino determinati avvisi importanti e messaggi sulla superiorità dell’allattamento al seno e sui rischi dell’uso di surrogati (art. 9-2).
• Tali avvisi importanti e messaggi appaiano all’interno del materiale educativo sull’alimentazione infantile, sia esso scritto, video o audio (art. 4-2).
• L’informazione per i professionisti sia limitata a fatti concreti e scientifici (art.7-2).
• Sulle confezioni dei latti in polvere vengano riportate le norme per una corretta preparazione (secondo le direttive dell’OMS) ai fini di minimizzare il rischio di infezione da Enterobacter Sakazakii, potenzialmente presente nel prodotto anche se la confezione è intatta.

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