LA FARMACIA “AMICA DELL’ALLATTAMENTO MATERNO” PUÒ ESSERE UNO DEGLI ANELLI DELLA “CATENA CALDA” DI SOSTEGNO ALLE MADRI

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Manifesto

Ideato da Il Melograno e sperimentato a lungo da un farmacista veronese, il progetto Farmacia Amica dell’Allattamento materno si avvale di un protocollo costituito da indicazioni che affidano ai farmacisti un ruolo importante nella tutela e nel sostegno dell’allattamento materno.
La Farmacia che aderisce al protocollo si allinea a ciò che l’O.M.S. ribadisce: il latte materno è l’alimento specie-specifico per nutrire i bambini e le madri vanno sostenute ad allattare al seno in modo esclusivo fino ai sei mesi di vita del bambino continuando anche dopo l’introduzione di alimenti complementari.
La mamma, i neo genitori, per i quali la farmacia rappresenta un punto di riferimento per la consulenza sulla salute del bambino, sono qui sostenuti anche in questa pratica di salute.
L’iniziativa è così articolata:
– Formazione dei farmacisti secondo gli standard proposti per gli operatori sanitari dall’O.M.S/Unicef.
– Allestimento nelle farmacie di un piccolo spazio nel quale la mamma che desidera allattare potrà trovare un luogo di accoglienza.
– Adeguamento degli spazi espositivi al Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, elaborato dall’OMS e dall’UNICEF e approvato nel 1981 dall’Assemblea Mondiale della Sanità e dalle più importanti compagnie produttrici di alimenti per l’infanzia. Il Codice è stato studiato per proteggere le madri e l’allattamento dal marketing aggressivo degli alimenti industriali per bambini.
– Promozione della cultura dell’allattamento, veicolata anche attraverso le immagini che “vestono” l’ambiente Farmacia.
– Attivazione sul territorio e nella comunità iniziative e progetti in rete con altri attori sociali che tutelano l’allattamento materno

6 Responses to “Il progetto”

  1. Maria Zappa 22 dicembre 2010 at 9:38 am #

    Per fare counselling ad una donna che allatta ci vuole una formazione avanzata e specifica di alcune professioni (ostetrica): spero vivamente che il farmacista sia in grado di fermarsi ai primi consigli per poi indirizzare le neomamme alle strutture territoriali dove questo servizio viene offerto con qualità e competenza da professionisti specializzati, come gli spazi allattamento nei consultori familiari. Se ciò non avvenisse, si rischierebbe di" perdere" numerosi allattamenti e conseguenti vantaggi per la salute della popolazione attuale e futura!!

    • faam 4 gennaio 2011 at 9:34 pm #

      Gentile Maria, l’obiettivo del progetto è allineare anche i farmacisti a quanto previsto dall’OMS unicef per chi nella comunità, come operatore sanitario, è attorno, accanto, alla madre che allatta. Il suo primo risultato importante, che potrà verificare di persona, è proprio l’attività di rete con tutti quelli che a vario titolo (operatori socio-sanitari, istituzioni, associazioni, gruppi di sostegno “da mamma a mamma”, ecc.) si impegnano nella tutela dell’allattamento materno sia nel territorio circostante la Farmacia che nel territorio nazionale. In questo modo si realizza la catena calda che sostiene e favorisce la centralità delle mamme, vere protagoniste della pratica e promozione dell’allattamento materno.

  2. Farmacia Campedello 9 febbraio 2011 at 6:01 pm #

    LA FARMACIA “AMICA DELL’ALLATTAMENTO MATERNO” PUÒ ESSERE UNO DEGLI ANELLI DELLA “CATENA CALDA” DI SOSTEGNO ALLE MADRI.Ed infatti la grande disponibilita’ e liberta’ di accesso nelle farmacie amiche dell’allattamento ne sono una prova .La farmacia Campedello di Vicenza è entusiasta nell’annunciare che in seguito a evidenti richieste di aiuto le mamme vengono indirizzate ad una consulente professionale (IBCLC) e nei giorni in cui è presente c’è una bellissima e graditissima confusione di mamme e bimbi (neo coro polifonico della farmacia amica dell’allattamento materno)

  3. Daniela 23 marzo 2012 at 10:14 am #

    io sono molto demoralizzata perchè sto cercando di promuovere il corso a tutte le farmacie della mia zona ma mi cacciano via, alcuni non distolgono nemmeno lo sguardo da quello che stanno facendo, non interessa….ma come mai???non mi aspettavo che accettassero tutti di partecipare ma quantomeno l’informativa, fosse accettata anche solo per conoscenza personale!Un’impiegata non è riuscita ad accettare il manifesto perchè il titolare della farmacia diceva senza guardarmi:”non m’interessano queste cose, non mi interessa”.
    Forse bisogna davvero muoversi dal basso, dalle piazze, dalle persone che si muovono per le piazze, prima di arrivare alle istituzioni.

    • Isabella 4 aprile 2012 at 6:05 pm #

      piano piano e grazie alla determinazione da parte dell’utenza che lei ci racconta arriveranno anche i farmacisti della sua zona… da che città ci scrive?


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